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di Vittorio Lovera (Attac Italia)
In sostegno degli attivisti
Simona e Riccardo
sotto ricatto economico
di Leonardo S.p.A.
Ben ritrovate, ben ritrovati.
Vi spero tutte/i al fresco.
Caldo torrido?
È solo un’illusione, una boutade della sinistra catastrofista.
Non esiste cambiamento climatico e … non fatevi prendere dal panico se, per la terza volta, siete rimasti bloccati in ascensore per un blackout energetico a Torino come a Milano, a Firenze come a Roma; o barricatevi al sicuro se sulle vostre teste, improvvisamente, si catapultano chicchi di grandine grossi come palle da tennis.
Sono solo fenomeni locali.
Che vanno dal Portogallo alla Spagna e fino a Parigi (top) e nelle 18 città italiane da giorni con bollino rosso.
Energia nucleare (già bocciata in due precedenti referendum, 1987 e 2011) ovviamente ’sostenibile’, nuove Tecnologie di evoluzione assistita (Tea) in agricoltura – oltre agli Ogm – (con il de profundis del principio di precauzione), riapertura incondizionata alla caccia: sono le geniali trovate della destra nostrana, sostenute dal sosia di “Cipollino” Massimo Boldi, il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica (Mase) Gilberto Pichetto Fratin, per rispondere alle esigenze del Pianeta.
Un Pianeta che – come noi – non trova pace: le bombe, sempre bastarde, non solo uccidono ma inquinano in modo massiccio e dirompente, i terremoti sono sempre più intensi, dagli sciami sismici dei Campi Flegrei alle terribili e intense scosse telluriche che hanno fatto vacillare Indonesia, Giappone e messo in ginocchio il Venezuela (solidarietà al popolo venezuelano).
Non esiste il cambiamento climatico e ignorarlo avvicina sempre più il punto di non ritorno.
Ma, al di là dell’attualità, procediamo con ordine.
Ne sono successe di cose dall’uscita dell’ultimo numero de ilgranellodisabbia.
Accadimenti di non poco conto.
In primis la netta vittoria referendaria del fronte del No contro la riforma Meloni-Nordio, incentrata sulla ridefinizione dell’ordinamento giudiziario, a partire dalla separazione delle carriere dei magistrati e che prevedeva la modifica di ben sette articoli costituzionali.
Per la destra una battuta d’arresto imprevista, che ha sbrindellato i fragili equilibri di una coalizione forte nei numeri, ma debole sia nella coesione tra le sue varie anime sia nel tenere la barra dritta sulla strategia comune.
Da quel momento poche gioie per Giorgia Meloni, costretta a ricercare un «sano orgoglio nazionale» alla festa nazionale degli alpini a Gemona del Friuli per attutire una serie di pesanti contraccolpi: dimissioni sia del sottosegretario del ministero della Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove, per una sua presunta partecipazione in una società gestita da parenti di un boss mafioso, sia quelle della ’zarina‘ Giusi Bartolazzi, capo di gabinetto del ministero della Giustizia.
Entrambi coinvolti anche, oltre che nel flop referendario, nella scandalosa gestione della liberazione di Osama Najeem Almasri, arrestato in Italia e liberato dopo due giorni, nonostante un mandato di cattura internazionale della Corte penale internazionale (Cpi) per crimini di guerra, crimini contro l’umanità, torture, stupri. Il 21 giugno 2026 Almasri ha subito una prima condanna dal Tribunale di Tripoli a sette anni e quattro mesi per violazioni dei diritti dei detenuti nel carcere di Mitinga.
Oltre a Carlo Nordio, Andrea Delmastro Delle Vedove e Giusi Bartolazzi, il caso ha coinvolto sia il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi sia il sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri Alfonso Mantovano, responsabile dell’Intelligence. Insomma proprio quel gotha che ha strenuamente voluto in Italia il Disegno di legge Sicurezza, quello con cui si ferma un manifestante anche se solo starnutisce di fronte a un poliziotto.
Per farla breve, due pesi e due misure, deboli coi potenti e forti coi deboli. Il tipico stile fascista.
Le incursioni politiche di Marina Berlusconi, la leadership sempre più fragile di Salvini, sempre più inviso a Nord rispetto a Luca Zaia, Attilio Fontana e Massimiliano Fedriga, i cosiddetti Governatori, la discesa in campo del fascista autentico, il generale Roberto Vannacci, la bocciatura e il ritiro della riforma della Sanità presentata dal loro ministro Orazio Schillaci, il ministro della Difesa Guido Crosetto bloccato a Dubai – dove si trovava per ’interessi‘ personali – all’insorgere degli attacchi americano-israeliani in Iran e in Libano, il fallimento totale della strategia di politica estera sui temi guerre/riarmo che ha visto la Premier isolata prima dai partners europei e poi sbeffeggiata dal suo amichetto Donald “l’Amerikano” Trump, le difficoltà nel gestire il risiko bancario (Mps, Unicredit, Intesa, Bpm) e la scalata a Generali, pongono per la prima volta in assoluta difficoltà Giorgia Meloni.
Non bastasse questo fosco quadro di fallimenti, ecco le dichiarazioni del Segretario generale della Nato, Mark Rutte, che dichiara bellamente al mondo che, dal 28 febbraio 2026, ben 500 voli per l’attacco all’Iran sono partiti da basi militari italiane – violando qualunque accordo esistente – e in contraddizione palese con le dichiarazioni del governo in Parlamento.
Ovviamente il centrosinistra – campo largo, stretto, trasversale – nella tornata amministrativa immediatamente successiva a questi accadimenti, non ha saputo dare il colpo di grazia ai destrorsi, ma questa purtroppo è tutta un’altra storia, ahinoi sempre la stessa, ahinoi sempre pateticamente ricorrente.
Giovani e territori in movimento è il tema del 57esimo granellodisabbia, suddiviso in tre sezioni, una di analisi, la seconda che dà voce ai giovani, la terza che analizza percorsi di cambiamenti reali in atto in alcuni territori.
Giovani e territori sono stati la meravigliosa novità che ha contraddistinto tutta la stagione di interposizione di corpi, iniziative e mobilitazioni che, per mesi, hanno dato voce e visibilità al martirio del popolo palestinese, sottoposto a un genocidio in diretta subdolamente silenziato.
E dopo le migliaia di iniziative territoriali, forti del «Blocchiamo tutto» legato alle Flotille di mare e di terra, ecco l’oceanica manifestazione No Kings del 28 marzo 2026, cinque giorni dopo il No alla riforma della giustizia, con oltre 300.000 persone, soprattutto giovani in movimento da tutti i territori della penisola.
Troverete ampi approfondimenti su questa grande convergenza di svolta negli articoli di Stefano Kenji Iannillo, Cognomi che si ripetono. La sfida del cambiamento dentro le aree interne del Paese e in La sfida per i nuovi Movimenti del nostro Marco Bersani, uno dei punti di riferimento di quel nuovo tessuto progettuale che da tempo stiamo intrecciando – a partire dalla Società della Cura e da Riprendiamoci il Comune – e che oggi veleggia proprio grazie a No Kings.
A Genova, il 18 luglio 2026, nel 25esimo anniversario del G8 e dell’assassinio di Carlo Giuliani, si terrà l’Assemblea nazionale No Kings a Palazzo Ducale, per implementare ancora la rete e tracciare assieme nuove rotte per questo Pianeta alla deriva.
In questi giorni ricorrono anche i primi 15 anni dalla straordinaria vittoria referendaria del referendum sull’Acqua pubblica che aveva registrato il 95% di consensi. Nonostante ciò, con ben nove governi succedutisi (Berlusconi, Monti, Letta, Renzi, Gentiloni, Conte I, Conte II, Draghi e Meloni) l’esito referendario non è mai stato rispettato.
Un vero vulnus costituzionale. Per paradosso, un po’ come se, dopo il referendum istituzionale del 1946, che sancì la vittoria della Repubblica sulla Monarchia (54,27% contro 45,73%), nei quindici anni successivi avessero continuato a governare i Savoia.
Imbarazzante, con cavilli giuridici, bypassare la palese volontà popolare che ha incontrovertibilmente sancito come la gestione dell’acqua dovesse essere totalmente pubblica, e dà la dimensione e lo spessore delle classi politiche che si sono succedute in questi 15 anni. Il Forum Acqua è sempre in campo, a fianco dei compagni napoletani che difendono l’ultimo presidio pubblico (dopo la vergognosa chiusura del Consorzio Acquedotto Comuni Media Sabina) Acqua Bene Comune Napoli, attaccato dal suo socio unico: il Comune di Napoli (ovviamente Pd) ed è pronto a prendere parola con un Forum alternativo e popolare dell’Acqua pubblica contro il Forum Euromediterraneo dell’acqua previsto a Roma a fine settembre 2026. Daje, acqua pubblica, siempre!!!
Nella sezione dedicata ad ascoltare la voce di giovani attiviste/i trovo stimolante e commovente l’intervista collettiva “Giovani in movimento prendono parola”, fatta dalla nostra redazione a giovani attiviste/i, da Trapani a Roma a Bologna, e quella a un giovane militante tedesco, “La lotta contro la coscrizione e la guerra”. Le parole di questi ragazzi sono anche un piccolo vanto per il lavoro di Attac Italia che, dal 2024, ha messo in campo il percorso “Sapere altro, sapere oltre”, scuola di formazione per giovani dai 16 ai 34 anni. Percorso che ha coinvolto centinaia di ragazze/i e che ci ha spinto a strutturare, in partecipazione con loro, il quarto corso ”Essere giovani oggi e domani”.
E parlando di autoformazione orientata all’azione come non richiamare, invitandovi a partecipare (Cecina mare, 11-13 settembre 2026), l’Università estiva di Attac Italia?
“Dove va il capitalismo? Dove andiamo noi?”, è il titolo di questa edizione, strutturata su cinque focus: “Capitalismo, crisi ecoclimatica e guerra“; “Occidente al tramonto, il sole sorge a Pechino?”; “Nuove tecnologie e IA: tecnofascismo o liberazione?”; “Territori per l’estrattivismo o comunità di cura e di trasformazione?”; in chiusura, la tavola rotonda “Cambiare il mondo dal basso”.
Davvero interessante, iscrivetevi e discutiamo tutte/i assieme!!
Editoriale lungo, vado a chiudere, ma mille sono i temi e gli spunti.
La terza sezione di questo granellodisabbia è – a mio modo di vedere – la più stimolante: abbiamo individuato dieci esperienze dal basso che nei territori stanno sedimentandosi e aiutano a concretizzare l’approccio a un altro modello economico-sociale.
Per dare gambe definitive a questi progetti servirebbe una legge quadro che sappia premiare e rilanciare le economie territoriali.
Utopia?
Tutt’altro.
Nella sezione Analisi, nel terzo articolo proposto, Contro il capitalismo estrattivo, la Scozia sceglie l’economia delle comunità locali, pubblicato su Valori dal giornalista Luca Garibaldi, vengono riportate le caratteristiche peculiari della legge nazionale scozzese approvata all’unanimità l’11 febbraio 2026, per rilanciare le economie territoriali depauperate dalla sciagurata Brexit.
Si parte da un modello, udite udite … americano, il Community Wealth Building, studiato a Cleveland (Ohio) agli inizi degli anni 2000.
La sua prima applicazione concreta è avvenuta in Inghilterra, nel 2012 nella città di Preston (95.000 abitanti), una delle aree più depresse del Lancashire: nel biennio 2018-19 risulterà la città britannica con il maggior miglioramento della qualità della vita!
Come funziona? È articolata in cinque pilastri che, tradotti in pratica, prevedono di acquistare più beni e servizi da imprese locali, sostenere le cooperative e le imprese sociali del territorio, aiutare le comunità ad acquistare edifici e terreni abbandonati, costruire un sistema di finanza locale a beneficio delle comunità territoriali.
Semplice. Efficace. Funzionale.
Ecco allora come esperienze quali la riconversione ecologica dell’ex GKN di Campi Bisenzio, le Comunità di supporto all’agricoltura (Csa), le Comunità energetiche rinnovabili e solidali (Cers) dell’“energia bene comune”, le Mutue di autogestione, Mondeggi la fattoria senza padroni, le Libere Fiere dei territori e le lotte per una sanità pubblica efficiente, potrebbero assurgere ancora di più a progetti trasformativi nei rispettivi comprensori.
Troppo semplice perché la sinistra nostrana, abituata da oltre un trentennio a inseguire le volontà delle grandi lobbies economiche, possa incuriosirsi e studiarlo?
Vedremo, intanto noi proseguiamo a tessere una tela sempre più fitta di esperienze dal basso, applicabili su ampia scala.
Venticinque anni e non sentirli. All’Assemblea nazionale di Livorno (6 e 7 giugno 2026), Attac Italia ha festeggiato i suoi primi 25 anni. Grande festa, grande partecipazione in un meraviglioso contesto, organizzato alla perfezione dai compagni di Attac Livorno, uno degli ultimi Comitati locali costituitisi (siamo ben 24 comitati territoriali). Nel sito di Attac Italia è a disposizione la Sintesi delle riflessioni e proposte emerse, che ripercorre la storia dei primi 25 anni e tratteggia rotte, azioni, obiettivi dei … prossimi 25!!!
Attac Italia è in prima linea nella battaglia contro gli accordi di produzione e scambio armi di Leonardo S,p.A. con Israele e, come menzionato in premessa, è al fianco di Simona e Riccardo, acquaioli dalla nascita del Forum, che hanno ricevuto una richiesta risarcitoria di 150.000 euro per un’incursione non violenta (esposizione di uno striscione) nel 2024 presso la sede romana di Leonardo, in via Tiburtina.
Sono proprio dei senza dio i costruttori di morte, mandano armi per distruggere un popolo e hanno anche il coraggio di chiedere i danni a chi semplicemente li contesta.
’Virgoletta’, Riccardo, tutte/i al vostro fianco.
Gli scenari stanno cambiando, e noi, i giovani, i territori siamo tutte/i in movimento per sommergere ingiustizie, vessazioni, stermini e virare, veleggiando su un veliero della Flotilla, verso un orizzonte di pace e di speranza, sorretti dalla nostra incrollabile caparbietà.
Buona Estate (… magari un po’ più fresca …).
Articolo tratto dal Granello di Sabbia n. 57 di Giugno – Luglio 2026: “Giovani e territori in movimento”

