La Sabina accende il futuro: il modello “Illuminati” contro la dittatura del fossile e l’abbandono della politica

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16 giugno 2026 – Dopo il sit-in davanti al MASE si apre il confronto con MASE e GSE“. Foto del Coordinamento CERS Roma e Lazio.

di Alessandra Filabozzi (Attac Sabina)

 

In un’Italia dove la politica si allontana dai bisogni delle persone, la Comunità Energetica Rinnovabile e Solidale (Cers)Illuminati Sabina“ dimostra che l’energia può smettere di essere una merce e diventare il motore di una nuova politica di prossimità.

«Abbiamo smesso di aspettare che la politica si accorgesse di noi e abbiamo iniziato a costruire la nostra alternativa».

«Non lo faccio solo per lo sconto in bolletta, ma perché voglio che il mio tetto aiuti anche il mio vicino»

 

La Sabina si riprende la luce

In un territorio rurale di straordinaria bellezza ma spesso dimenticato, è nata la Cers “Illuminati Sabina”, non solo un insieme di pannelli, ma un atto di autodeterminazione.

In un’epoca di speculazione energetica e carovita insostenibile, questa comunità ha deciso di riprendersi la sovranità produttiva, trasformando il territorio in una rete di mutuo soccorso energetico.

 

Contro il carovita: l’energia come arma sociale

Mentre la politica discute di comodi equilibri e non riesce (non vuole!) mettere argine al potere del fossile che genera guerre, il carovita energetico erode quotidianamente il reddito delle persone.

A questo processo “Illuminati Sabina” risponde con la socializzazione dell’energia.

Attraverso l’impianto comune, costruito con l’esclusivo finanziamento dei soci, la vendita dell’energia genera per 20 anni un’entrata per la Associazione ETS destinata al Salvadanaio sociale.

Nello stesso tempo tutti gli impianti dei prosumer generano l’energia che viene condivisa tra i soci all’interno della Comunità: questa produce un incentivo che alimenta lo stesso Salvadanaio. La Cers interviene così direttamente sia a favore della transizione ecologica sia contro la povertà energetica dei nuclei più fragili.

Per la Sabina, l’elettrone condiviso diventa uno strumento di redistribuzione dando ascolto ai bisogni quotidiani.

 

Riprendersi la politica

Il modello sabino come Cer Solidale, locale, nata dal territorio e per le persone che vi vivono, propone un ritorno al politico che parte dal basso: una politica di prossimità dove i cittadini smettono di essere utenti passivi per diventare prosumer e consumer — produttori e consumatori – attivi, con potere decisionale. Non si tratta solo di risparmio, ma di ricostruire spazi di democrazia diretta e partecipazione che la politica tradizionale ha desertificato.

La transizione ecologica non è qui una questione puramente tecnica, ma diventa un paradigma della cura. Cura del territorio, sottraendolo allo sfruttamento fossile, ma soprattutto cura delle relazioni interpersonali.

Far parte di una Cers significa trasformare i vicini di casa in compagni di strada, ricostruendo quei legami di solidarietà che il neoliberismo ha frammentato in nome dell’individualismo competitivo.

L’esperienza di “Illuminati Sabina” dimostra che la transizione ecologica o è democratica ed equa, o è solo una nuova forma di profitto per pochi. Si tratta di un modello di innovazione sociale radicale, un insieme di buone pratiche che può essere replicato ovunque si voglia sostituire l’indifferenza del mercato con la solidarietà della comunità.

Per questo crediamo che lo sfruttamento del territorio (con impianti agrivoltaici a terra per ettari e ettari) non possa risuonare con le nostre corde, così come non ci affidiamo a grandi cordate di ’finte‘ Cer create ad hoc per prendere gli incentivi ma senza alcun legame con il luogo in cui si vive.

Non ci associamo alle Cer create dalle multiutility ma creiamo Cer Solidali, cioè comunità che decidono da statuto o regolamento di reinvestire i benefici derivanti dalla vendita e/o condivisione dell’energia in progettualità con ricadute sociali e solidali nel proprio territorio.

L’esperienza delle Cer(S), che si stanno diffondendo nei territori, partendo dal basso, ricorda che l’energia è un diritto e che la sua gestione deve tornare nelle mani di chi abita i territori. Occorre unirsi e moltiplicare questi spazi di contropotere, equi e resilienti. Perché il futuro è locale, è pulito e, finalmente, torna a prendersi cura di noi.

 

I numeri del progetto “Illuminati Sabina”

Dalla sua nascita (fine 2022) ad oggi sono stati installati 125 kWp e coinvolti 73 soci, compresi due Comuni, due aziende agricole, due associazioni locali: la nostra “politica della cura” ha gambe solide. Abbiamo due configurazioni attive, e due da attivare. Ci sono relazioni virtuose con partner solidali (Cooperativa éNostra, Banca Etica, Consorzio CAES) e con attori del territorio che stanno rendendo utile e entusiasmante il percorso.

 

Problematiche

Tutto questo non avviene senza ostacoli: le norme operative per la creazione di una Cer, gli intralci burocratici, le lungaggini amministrative, hanno reso questo percorso difficile e a volte scoraggiante.

Proprio per questo in Italia i numeri attesi (dall’Europa, con la Direttiva emessa per istituire le Cer, e dal ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (Mase), con l’emissione dei decreti conseguenti), come potenza installata e come numero di Comunità, non sono stati raggiunti nei tempi prefissati. Siamo molto lontani ma il percorso è chiaro: è qui che bisogna investire, facilitando i percorsi anche con bandi ad hoc regionali.

Un altro tema è quello della richiesta di de-tassazione dei proventi delle Cers che sono titolari di impianti ma sono Solidali, quindi non fanno impianti a fini speculativi.

Il Coordinamento Roma e Lazio delle Cers si è fatto parte attiva di questo processo, interpretando anche il malessere del Movimento Cers nazionale: si è presentato sotto i portoni del Gestore dei servizi energetici (Gse) a Roma il 22 maggio 2026, chiedendo conto degli ostacoli incontrati e chiedendo un Tavolo di lavoro tra Cer(S) da un lato e Gse e Mase dall’altro.

Il nostro motto: «Le Cer(S) non possono più aspettare!».

Il 20 maggio 2026, davanti alla sede del GSE – Gestore dei Servizi Energetici di Roma, si è svolta la mobilitazione promossa dal Movimento Nazionale Cers e dal Coordinamento Comunità Energetiche Rinnovabili e Solidali Roma e Lazio insieme a comunità energetiche, associazioni ambientaliste e realtà territoriali provenienti da diverse regioni italiane. (Foto di Movimento Nazionale Cers)

Articolo tratto dal Granello di Sabbia n. 57 di Giugno – Luglio 2026: “Giovani e territori in movimento

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