Mondeggi Bene Comune e la sfida del futuro. Una storia di resistenza contadina e di autogestione

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di Mondeggi Bene Comune (mondeggibenecomune.org)

Ciò che colpisce chi vede Mondeggi per la prima volta è la bellezza del luogo: 170 ettari tra uliveta, vigneti, seminativi, un parco storico, una splendida villa medicea e sei casali alle porte di Firenze, di proprietà della Città metropolitana.

Nel 2013 un Comitato territoriale decide di dare avvio a una delle più riuscite esperienze, nel panorama nazionale, di autogestione di terre agricole, con l’obiettivo di opporsi alla sua vendita. Tutto è iniziato con una raccolta collettiva di olive fra le oltre 10.000 piante abbandonate; successivamente sono stati occupati tre casali e, nel tempo, è stato risanato e curato questo grande patrimonio agricolo, ambientale, storico, paesaggistico e culturale, lasciato a sé stesso.

Nasce così Mondeggi Bene Comune – fattoria senza padroni, a lungo simbolo di agricoltura contadina, gestione partecipativa e tutela dei beni comuni.

Non si contano le iniziative, i progetti, gli eventi e i percorsi formativi, tra cui ricordiamo la Scuola contadina (totalmente gratuita) e la più recente Scuola di agroecologia.

Il MoTA – Mondeggi Terre Autogestite – e il MoVA – Mondeggi Vigneti Autogestiti – sono, inoltre, i progetti più importanti realizzati dal Comitato perché, attraverso la redistribuzione della terra, a chi ne facesse richiesta, hanno permesso di costruire un ponte con gli abitanti del territorio circostante.

Centinaia di persone hanno deciso di diventare custodi di una particella di ulivi o di un filare di vigna, accettando di assumersi la responsabilità della loro cura e di contribuire alla gestione dell’oliveta e del vigneto collettivi, necessari per l’autofinanziamento e la manutenzione delle attrezzature. L’olio e il vino vengono poi distribuiti non in base alla raccolta individuale, ma con una suddivisione in parti uguali.

In questo fare collettivo, scandito dai tempi agricoli e dalle stagioni, questo magnifico spazio collinare ha aggregato uomini e donne degli abitati vicini, attirato giovani provenienti da tutta Italia e non solo, dato casa a gatti, maiali, galline, stagionalmente rondini e altri animali.

Chi c’è passato solo per una serata, chi si è fermato per imparare a fare il contadino, chi lo frequenta saltuariamente quando può, chi ha deciso di fermarsi, chi addirittura si è costruito una famiglia.

Mondeggi, ha ospitato wwoofer, viandanti, persone curiose della vita contadina o semplicemente in cerca di un’esperienza di vita.

Come in tutte le comunità intenzionali, si è cercato di affinare nel tempo i modi dello stare, del fare e del decidere, cercando di restare una comunità permeabile.

 

È in questo fare insieme che la comunità di Mondeggi ha elaborato tanto pensiero collettivo, partecipando attivamente anche al più ampio dibattito sui beni comuni e sull’agroecologia avvenuto in Italia negli ultimi anni. Attivando convergenze e percorsi mutualistici con altre realtà affini, sia locali sia nazionali.

Sono state redatte: la Dichiarazione di uso civico, la Carta dei principi e degli intenti e, in ultimo, lo Statuto  di Mondeggi Bene Comune – APS [1], che lascia sempre al centro il metodo assembleare per l’adozione delle decisioni.

Nel 2022 il Comitato ottiene la prima vittoria nei confronti della Città metropolitana, che sospende la vendita della tenuta.

Con l’arrivo dei fondi del Pnrr per un grande progetto di rigenerazione urbana con finalità sociali, poi, è stata attivata una fase totalmente nuova, non senza dolorose fratture interne e mal di pancia. L’esperienza di Mondeggi, che già aveva ottenuto il comodato d’uso gratuito delle terre, si sta avviando verso un riconoscimento legale, che aprirà inevitabilmente nuovi scenari.

Questa transizione ha amplificato il dibattito interno sulle strategie e sulle tattiche, con una continua mediazione tra le tendenze interne più radicali e quelle più mediatrici, che non hanno però intaccato il fondo di fiducia reciproca costruito in questi anni di occupazione, con quel fare e pensare insieme, nel mutuo riconoscimento delle peculiarità, attitudini e capacità di ciascuno e ciascuna.

Il Comitato, allargando alla partecipazione diretta altre dieci tra associazioni e cooperative sociali, ha redatto un corposo progetto per partecipare al bando della Città metropolitana per accedere alla co-progettazione, che si chiuderà entro quest’anno con l’assegnazione dei casali.

Agroecologia e beni comuni restano i punti cardinali del progetto futuro, che si basa sulla centralità delle attività agricole e sull’inclusione sociale.

Rispetto degli equilibri dell’ecosistema, preservare la vocazione agricola e il patrimonio storico-culturale-paesaggistico della tenuta, mettere in campo pratiche di innovazione culturale, solidarietà, contrasto alle vulnerabilità, tutela ambientale, ricerca scientifica, produzione agricola, educazione sportiva e artistica, attraverso uno strettissimo contatto con la terra e la sua cura.

Il tutto secondo una visione olistica, agroecologica e con un modello di governance caratterizzato da processi decisionali orizzontali e inclusivi.

Negli obiettivi del progetto di Mondeggi questa è la sfida; l’assemblea plenaria rimane l’organo sovrano.

Trasformare il rapporto conflittuale finora avuto con quelle stesse Istituzioni, che hanno sempre gestito il bene pubblico con fini speculativi, in un rapporto di partenariato non è scevro da contraddizioni e difficoltà.

Ma in questi tempi di guerra e di crisi ecologica globale, esperienze territoriali come quella di Mondeggi Bene Comune restano una boccata di ossigeno, pur nelle mediazioni possibili, e diventano potenzialmente luoghi di resistenza e di proposta alternativa.

C.A.S.A. – Comunità Agricola di Solidarietà Attiva -, è solo uno degli ultimi progetti promossi dalla comunità di Mondeggi con l’obiettivo di creare un movimento di persone afferenti al mondo dell’agricoltura, che presti le proprie competenze nel facilitare alcune operazioni in campo, in luoghi come i territori occupati della Cisgiordania, dove il tempo di esecuzione materiale del lavoro fa la differenza tra portare a casa il prodotto e garantirsi un reddito, o essere costretti ad abbandonare tutto, cedere alle intimidazioni e lasciare la propria terra.

Il progetto e la visione di Mondeggi è anche questo: solidarietà internazionale e quel fare insieme che la terra impone, unisce e radica, aiutandoci a immaginare mondi nuovi.

Con la Palestina nel cuore.

[1] Consultabili nel sito web mondeggibenecomune.org

Crediti fotografici: pagina Facebook di Mondeggi Bene Comune.

Articolo tratto dal Granello di Sabbia n. 57 di Giugno – Luglio 2026: “Giovani e territori in movimento

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