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di Rita Masseria e Donatella Natoli (Attac Palermo)
Il cammino sul Sentiero degli alberi è iniziato dentro la biblioteca sociale Malala, nel quartiere Brancaccio di Palermo, un giovedì pomeriggio del 2023, con le donne e gli uomini che la frequentavano.
Tanti sono gli argomenti di cui si è discusso e dei quali c’è tanto ancora da discutere in biblioteca in questa periferia dentro la città; una periferia difficile per la presenza di delinquenza spicciola e organizzata, degradata da un’edilizia popolare con scarse infrastrutture e che offre poche o nessuna opportunità di incontro, di confronto e condivisione per sviluppare un progetto condiviso di comunità.

Eppure, questa è una periferia molto bella e ricca di risorse potenziali dato che, allo stato attuale, sono inutilizzabili o sottoutilizzate, per incuria e miopia delle Istituzioni:
- cinque chilometri di costa, ma un mare impraticabile perché fortemente contaminato da inquinanti ambientali
- la foce del fiume Oreto, oggi una discarica a cielo aperto
- monumenti del periodo arabo-normanno di eccezionale importanza, unici nella loro tipologia, come il ponte dell’Ammiraglio, la chiesa di San Giovanni dei lebbrosi e soprattutto il Palazzo di Maredolce con il suo parco, alcuni dei quali non sono stati ancora inseriti nel percorso arabo-normanno riconosciuto come patrimonio Unesco
- i lavatoi medioevali, il mulino del sale, il museo dei costumi del Teatro Massimo, i bagli agricoli, gli spazi verdi.
Un luogo in cui un urbanista e un sociologo vedrebbero subito il modello di una città ideale: uno spazio in cui gli abitanti, e soprattutto i giovani, possano vivere bene nel verde, avere un lavoro gratificante, sviluppare nuovi mestieri, godere di attività culturali, ludiche e sportive, mantenersi in salute grazie a un’alimentazione di qualità e valorizzare le molteplici risorse del mare. Un fiore all’occhiello insomma, da preservare e custodire per una città capace di prendersi cura dei propri tesori.
Quel giovedì pomeriggio, avevamo proposto agli abitanti presenti in biblioteca lo scenario Il quartiere che vogliamo: al quesito proposto risposero parlando di alberi, di quelli che c’erano prima della destinazione industriale, del boom dell’edilizia popolare, dei lavori per il tram.
Risposero con un sogno, quello di restituire agli alberi, che erano parte della Conca d’Oro, lo spazio che era stato loro sottratto dall’asfalto e dal cemento. Volevano piantare alberi per riportare ossigeno in questa periferia asfittica; volevano creare, attraverso di essi, un sentiero che unisse la costa all’entroterra e che rappresentasse concretamente la loro volontà di rigenerazione urbana e umana.
Convinte che la partecipazione sia lo strumento più efficace della democrazia e che il coinvolgimento e il protagonismo dei cittadini del quartiere sia cruciale per un cambiamento vero e una rigenerazione reale di questa come di ogni parte della città, abbiamo voluto che questa idea camminasse sulle gambe di tutti i cittadini del quartiere, non solo su quelle di chi frequentava la biblioteca.
Abbiamo così organizzato una passeggiata animata dal suono di percussioni [NdR. v. servizio del TGR Sicilia], lungo quello che volevamo fosse il Sentiero degli alberi, per coinvolgere nel progetto quanti più cittadini possibile.

Convinte, inoltre, che cittadinanza attiva significhi anche sapersi confrontare con le istituzioni, il 5 marzo 2024 il gruppo promotore del Sentiero degli Alberi, che si era intanto costituito, ha inviato il progetto alla II Commissione consiliare del Comune di Palermo. Il progetto è stato esaminato e approvato dalla Commissione e, il 6 giugno 2024, votato all’unanimità dal Consiglio comunale di Palermo.
Il gruppo promotore, che ha continuato a riunirsi nella biblioteca sociale Malala, ha preso contatto con i rappresentanti dell’assessorato all’Ambiente, dell’assessorato alla Rigenerazione urbana, dell’assessorato all’Innovazione e alle Politiche giovanili e dell’assessorato allo Sport per coinvolgerli nella realizzazione del progetto, ritenuto anche da loro di grande interesse e pienamente coerente con l’idea di «rigenerazione urbana con la partecipazione dei cittadini» promossa dall’Amministrazione comunale.
Il gruppo promotore ha successivamente suddiviso il percorso in dieci lotti e, nel corso dell’intero anno scolastico 2024/25, ha coinvolto nella progettazione altrettanti istituti scolastici — tra scuole primarie, secondarie di primo e secondo grado — presenti su ciascun lotto, affinché fossero gli studenti, con il supporto dei docenti e delle famiglie, ad adottare e progettare il tratto di propria pertinenza.
Questa fase ha comportato un enorme impegno collettivo di partecipazione, ma è stata entusiasmante e coinvolgente per centinaia di bambine/i, ragazze/i, per decine di insegnanti e ha avuto, come ricaduta, una migliore conoscenza del territorio per tutti e uno scambio di saperi fra scuole, gruppo promotore e collaboratori esterni.
Il lavoro svolto dai ragazzi, la loro visione di trasformazione dei luoghi, del loro utilizzo, della loro piena fruizione, è stato straordinario.

I ragazzi hanno formulato questionari da sottoporre alle persone del posto, per conoscere i loro pareri e i loro desideri; hanno associato al verde inteso come infrastruttura, l’unica idonea e immediata a contrastare il cambiamento climatico, il verde inteso come socialità, come alimento, come salute; hanno usato i colori dei fiori e dei frutti per dipingere i marciapiedi e meglio marcare il cammino.
Hanno immaginato impianti sportivi, iniziative per promuovere una raccolta differenziata di qualità, laboratori artistici dedicati al riuso e al recupero dei rifiuti elettronici (RAEE), nonché orti urbani destinati agli anziani e a tutti coloro che desiderino coltivare la propria insalata.
Si sono spinti a immaginare di trasformare il loro quartiere in una cittadella della dieta mediterranea, intesa come stile di vita che va dalla produzione di alimenti sani a una ristorazione dedicata e a un turismo culturale.
Tutte le idee e le proposte emerse dai progetti dei ragazzi sono state armonizzate e messe a confronto con lo stato attuale dei luoghi, affinché risultasse immediatamente visibile come la trasformazione del contesto, nella direzione della bellezza e della vivibilità, oltre a rappresentare un inedito esempio di cittadinanza attiva, costituisca una concreta possibilità di cambiamento culturale e sociale.
A dicembre 2025, a Palazzo Comitini si è svolto un incontro fra rappresentanti della Giunta comunale, la II e la V Commissione consiliare, particolarmente interessate, e i rappresentanti delle scuole coinvolte: durante l’incontro, i ragazzi hanno potuto esporre i loro lavori, offrendo una lezione di cittadinanza attiva, di partecipazione diffusa e di impegno operativo, con l’apporto di idee fresche e convincenti.

A quel punto era compito dell’Amministrazione comunale reperire le risorse economiche per la realizzazione del progetto: alcune ipotesi iniziali non sono andate a buon fine, ma a gennaio 2026 l’assessorato all’Ambiente ha partecipato, con il nostro progetto, al bando regionale relativo alla rinaturalizzazione di suoli degradati finanziato con fondi del ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica (Legge 197/2022): siamo in attesa della pubblicazione della graduatoria regionale.
Abbiamo coinvolto nel progetto anche l’Ateneo di Palermo perché pensasse a dei laboratori di ricerca sulle tematiche ambientali, alimentari e sociologiche in quel territorio e laboratori sperimentali sul microbioma fogliare.
A marzo 2025, l’Università di Palermo ha trasferito a Brancaccio il Dipartimento di Scienze psicologiche, sociologiche, motorie e il Dipartimento di Igiene, «non per occupare spazio ma per restituire al luogo competenza e conoscenza», ha sottolineato il Rettore Massimo Midiri.
Riteniamo che i contributi integrati di enti locali, università, scuole di primo e secondo livello e associazioni operanti sul territorio e, soprattutto, la partecipazione attiva dei cittadini, possano dare concretezza al sogno espresso in biblioteca da alcuni di loro, che nel corso di questo percorso è diventato patrimonio condiviso e si è trasformato in una foresta di idee e di progetti, rafforzando la convinzione che, insieme, il cambiamento sia possibile.
Foto di Attac Palermo.
Articolo tratto dal Granello di Sabbia n. 57 di Giugno – Luglio 2026: “Giovani e territori in movimento”

