Alla Grecia il Sol dell’Avvenire, all’ Italia uno ScudoCrociato diffuso

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granello febbraio

di Vittorio Lovera

editoriale del Granello di Sabbia di gennaio-febbraio 2015, scaricabile qui

 

Un numero del Granello di Sabbia, quello di apertura d’anno (Buon Anno) dedicato alla cronaca di una morte annunciata, quella degli Enti Locali.

Una scelta in atto da tempo, ma che con il Governo Renzi ha avuto una fortissima accelerazione.

Un inizio d’anno funestato da eventi luttuosi, che ha visto proprio nel passaggio d’anno la scomparsa di “Pinotto” Daniele (R.I.P. Pino, “Napule è mille culure, Napule è mille paure,Napule è a voce de’ creature che saglie chianu chianu e tu sai ca nun si sule) ed è proseguita con l’ondata di orrore che ha colpito Parigi e la Francia.

L’attacco algiornale satirico Charlie Hebdo e al supermercato kosher nel cuore del Marais, non è affatto liquidabile solo quale tragica tappa della “guerra di religioni” (come hanno provato a venderci con la farsa della parata dei 45 Capi di Stato, passerella proprio dei maggiori responsabili di un clima di instabilità diffusa, vera polveriera sociale) ma che richiede, per una comprensione reale, una serie di approfondimenti sugli scenari geopolitici e finanziari e di accaparramento delle nuove materie prime. Infatti tra le tante condanne dell’untuoso sistema bancario internazionale è di questi giorni la notizia dell’intervento della Commissione d’inchiesta del Congresso Usa sulle tre principali banche Usa – Goldman Sachs, Jp Morgan Chase, Morgan Stanley – per la gestione monopolistica delle principali commodities quali rame, uranio, alluminio e petrolio.

Per non cadere in valutazioni e commenti generalisti, figli del dominante isterismo anti-islam e di interpretazioni basate su elementi molto superficiali, abbiamo scelto di dedicare il prossimo numero del Granello proprio a questi temi, con approfondimenti per capire che partita si sta giocando, e con quali alleanze sotterranee, nel Grande Califfato e dintorni.

Tra tanti lutti anche un bel raggio di sole: la strameritata vittoria di Syriza in Grecia.

Grecia, dove si prova davvero a dare le gambe al cambiamento: con un radicamento sociale reale e ben strutturato, i risultati arrivano.

Ora finalmente tante teorie di cambio di paradigma potranno essere messe all’unica prova che conta, quella dei fatti.

Il movimento politico-sociale greco – che ben poco ha in comune con la pessima imitazione italiana che abbiamo avuto modo di vedere in azione, sotto il nome di Lista Tsipras, alle scorse europee – ha saputo sedimentare per anni, con una crisi drammatica, reali pratiche di democrazia partecipativa dal basso e di vera mutualità sociale, cosa che sta avvenendo anche in Spagna con i compagni di Podemos.

Questo risultato potrà essere di sprone nel nostro Paese per creare davvero quella Grande Coalizione Sociale per i Beni Comuni ed il Lavoro, pratica alla quale da tempo la nostra Associazione sta dedicando energie e risorse.

Un ennesimo contributo di Attac Italia in questa direzione è proprio la campagna “Riprendiamoci il Comune ”.

Riprendiamoci il Comune” è lo strumento, sia interno ai nostri Comitati Territoriali che esterno per tutte le realtà che si pongono obiettivi analoghi, che vuole sperimentare dal basso, nei territori , una costruzione di saperi e percorsi (autoformazione orientata all’azione) che sappia motivare e ri-coinvolgere le persone nella realizzazione di Enti Locali a misura dei bisogni delle comunità territoriali.

E che,soprattutto, sappia sancire, territorio per territorio, specificità per specificità, la capacità di elaborare e lavorare davvero unitariamente verso tangibili risultati.

Il ruolo e il coinvolgimento degli Enti Locali di prossimità sarà preciso indicatore scientifico della volontà degli Enti stessi di salvarsi, autonomizzandosi da scelte e pratiche (uno per tutti, il Patto di Stabilità) che ne vogliono sancire la definitiva cancellazione, o di proseguire supini verso un letaleseppuku.

In altri recenti numeri del Granello abbiamo raccontato delle mille iniziative sociali che hanno garantito preziosa linfa vitale per rimanere a galla in anni di tagli verticali a tutti i servizi: è possibile moltiplicare questi esempi virtuosi in ogni territorio e rendere queste pratiche territoriali un modello nazionale.

Forse così riusciremo anche a pretendere svolte copernicane nella gestione della res publica: grida vendetta ad esempio il silenzio sull’indagine sui 70 milioni di biglietti falsi di Atac Roma, utilizzati per finanziare indistintamente tutti i partiti nazionali, caso precedente a Mafia Capitale, e indubbio indicatore di una regia condivisa e “mafiosa” sulla gestione delle risorse pubbliche.

Perché allora, partendo proprio dai piccoli comuni, non si opta per insediare alla guida delle aziende pubbliche persone che provengono dalle fila della finanza etica e dalle reti di economia solidale, dove oltre indubbie qualità manageriali hanno dimostrato, per anni e anni, eticità e trasparenza, merce oramai rarissima ?

Perché i cambiamenti sono sempre e solo di facciata ?

E perché, come dalle colonne del nostro periodico ha più volte denunciato Gigi Malabarba (Ri-Maflow occupata), la cooperazione sociale ha sempre più spesso disatteso i crismi della mutualità sociale per ritagliarsi comode rendite nel business tradizionale ?

I territori possono rappresentare l’occasione per invertire la rotta anche in questo settore e rilanciare progetti di occupazione stabile e di riconversione ecologica della produzione.

Sogni ?

Non scherziamo !

L’anno entrante sta dimostrando che saranno ancora una volta le tasse dei cittadini a ripianare le casse dell’inutile Bre-Be-Mi (grande opera presentata e venduta come fulgido esempio di project financing totalmente privato), la Tav è ripensata da Renzi in versione mignon (ammissione palese che tutti gli studi tecnici erano palesemente farlocchi) e risulterà quindi ancora più assurdamente inutile e l’Expo dimostra giorno dopo giorno la reticolarità delle infiltrazioni delle ‘ndrine calabresi anche a Milano.

Se la rivoluzione economica renziana si interpreta dal buongiorno, siamo messi proprio col cappio al collo, altro che ripresina.

Occorre svoltare realmente: sfidiamo Renzi proprio partendo dalla periferia, dai territori.

Pochi slogan e tanta pratica sociale.

Se il buon Matteo ha perso rapidamente frotte di consensi per la totale inconsistenza del suo progetto strutturale, bisogna ammettere che nel risiko politico ha dimostrato talento: chi ci lascerà nei prossimi sette anni morirà ancora più democristiano.

Neppure l’ex sodale Berlusconi se lo aspettava così determinato ed è finito sotto mortale scacco.

Senza dubbio Sergio Mattarella, il 12° Presidente della Repubblica, non potrà far rimpiangere l’ex comunista Napolitano che per nove anni è risultato il tessitore delle Grandi Intese e il sostenitore accanito dello stravolgimento Costituzionale.

Il popolo dell’Acqua non potrà mai scordare come sia stato proprio Lui l’affossatore del più bel risultato politico degli ultimi 20 anni: la vittoria referendaria. E’ per merito suo se invece dell’acqua diritto universale ci ritroviamo a lottare coi distacchi generalizzati. Nessun applauso dalle nostre fila all’ex Presidente, solo tanta tristezza.

Se il Quirinale rappresenta la somma dei Poteri dello Stato, noi ripartiamo dagli Enti Locali, dal tentativo di ridare ruolo e dignità agli Enti di Prossimità, quelli dove le persone sperimentano la serietà e la credibilità di una Nazione che si pensa ancora Grande ma agisce come l’ultimo dei paesi poveri.

Con Marco Bersani analizziamo i vincoli finanziari cui sono sottoposti i Comuni e lo strano ruolo che Cassa Depositi e Prestiti svolge nei loro confronti.

Il Forum dell’Acqua denuncia come con le manovre finanziarie, Renzi abbia attivato le privatizzazioni di quei Beni Comuni oggetto della vittoria referendaria, Fabio Alberti -coordinatore degli Enti Locali del Prc – dimostra che con un’altra politica fiscale i Comuni potrebbero tornare a respirare, mentre Paolo Berdini, massimo urbanista, tratta gli Enti Locali dal punto di vista del degrado urbanistico.

Affrontiamo poi la questione delle Città Metropolitane e degli accorpamenti dei Comuni : Mariangela Rosolen (Attac Torino) spiega come la figura del Sindaco ricordi sempre più quella dei Podestà del ventennio e poi descriviamo la situazione che si è generata dall’accorpamento di 5 comuni in Valsamoggia, valle tra Bologna e Modena.

La parola passa agli Enti Locali: un’interessantissima intervista all’ex sindaco di Forlì, Roberto Balzani, ci consente di mettere ancor meglio a fuoco molte delle implicazioni che le manovre finanziarie della Renzi Band, avranno sugli Enti Locali, mentre Livio Martini, vicesindaco di Corchiano, uno dei Comuni Virtuosi, racconta come ci siano possibilità di costruire buone pratiche utilizzando diversamente le poche risorse disponibili.

E raccontiamo altri percorsi virtuosi: due articoli (Comune-info.net e Laura Greco di Asud) descrivono la proposta di legge di Riconversione Ecologica e Sociale in discussione in Regione Lazio, Riccardo Troisi enuclea le iniziative che stanno viaggiando (anche in collaborazione con Attac Italia) nel quartiere di Tor Sapienza, assunto recentemente ai “disonori “ della cronaca mentre Alberto Zoratti ripercorre le fasi e gli insegnamenti maturati dall’esperienza dell’Ex Colorificio di Pisa.

Una parte dedicata all’auditoria del debito, con due interessanti spunti di riflessione proposti da Antonio De Lellis (Attac Termoli) e da Chiara Filoni (CADTM).

Marco Schiaffino (Attac Saronno) descrive con verve e sagacia le tecniche comunicative adottate dal Premier, “la distrazione di massa” mentre Pino Cosentino e Marina Savoia, nella rubrica Democrazia Partecipativa” intervistano l’Assessora alla Democrazia partecipativa del Comune di Vignola, la nostra Carla Cappi (Attac Vignola, membro del Cn di Attac italia) e Elena Cizalini.

Gran bel numero.

La sua lettura rallenterà l’ansia di essere tornati a vivere in una landa a totale controllo scudocrociato e al contempo ringalluzzirà il sogno che dopo la Grecia, prima o poi, il sol dell’avvenire lambirà anche le nostre sponde.

c’ho il popolo che mi aspetta / e scusate vado di fretta / non mi date sempre ragione / io lo so che sono un errore / nella vita voglio vivere almeno un giorno da leone / e lo Stato questa volta non mi deve condannare / pecché so’ pazzo / je so’ pazzo “

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