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di Gaia Carola Di Benedetto (partecipante alla Scuola di formazione politica per i giovani)
Le conferenze online di Attac Italia sono per me appuntamenti imperdibili perché le ritengo le mie occasioni per informarmi approfonditamente sui fatti che sconvolgono il nostro mondo.
La lettura critica del modello capitalista in tutte le sue declinazioni, che i relatori di Attac illustrano e condividono durante le conferenze, sono per me gli strumenti con i quali posso leggere la realtà da uno spazio di consapevolezza.
Questo mi fa sentire più ’al sicuro‘ in questo mondo di incertezze e di inattendibilità.
Forse per questo ho apprezzato in particolar modo le prime conferenze a cui partecipai, ad aprile (2025), che vertevano sugli argomenti “finanza” e “politica della guerra”.
In un momento di agitazione ed emergenza instillata nelle vene dei popoli europei per la corsa al riarmo, ho compreso, grazie ai relatori (tra i quali Alessandro Volpi), i motivi per cui alcuni Stati decidono di finanziare la guerra. Di conseguenza, come cittadina europea mi sono parzialmente ’tranquillizzata‘ ma come essere umano mi sono sorpresa di quanto le sorti di tutti noi siano legate a meri fattori economici che si travestono da narrazioni distorte.
In più, comprendere come, a seconda di ciò che acquistiamo, possiamo influenzare le grandi manovre finanziarie e politiche, mi ha messo in una condizione di ’potere personale‘, da dover trasmettere il più possibile ad altri cittadini.
Lavorando nell’ambito del teatro sociale, desidero utilizzare le informazioni ricevute dai professionisti di Attac Italia per trasmetterne i contenuti attraverso gli spettacoli teatrali.
Al di là del lavoro che uno può fare, informarsi da fonti così accurate è necessario per sapere come agire ogni giorno per compiere una differenza radicale, non solo nella dimensione materiale fattiva ma anche in quella intellettuale e concettuale. Per creare sostenibilità è infatti necessaria una forma mentis nuova. La mente va educata; educare è arduo, perché richiede tempo, pazienza e flessibilità.
Per molto tempo la politica e le faccende politiche non sono state di grande interesse per le giovani generazioni europee. Ora che la pace (europea) e il diritto internazionale sono minacciati, le persone hanno più interesse (o più necessità), giovani compresi.
Per questo vorrei attivare un comitato di Attac nella zona dove abito, sul Monte Amiata.
Forse questo potrebbe essere un suggerimento per Attac Italia: provare a dare vita a piccoli comitati territoriali, anche nelle zone limitrofe come quelle di provincia, dove il senso comunitario è ancora presente in un certo qual modo.
Infine, credo proprio che questo sia l’aspetto in più che chi sta in Attac mi ha trasmesso: l’unione, la comunità, la solidarietà e l’umanità.
All’interno di Attac Italia non ci sono sfoggi di partiti politici. Tutti sono i benvenuti. Si nota che lo scopo primario degli organizzatori è quello di informare per informare e per rendere liberi gli ascoltatori. L’ho potuto toccare con mano anche durante l’esperienza dell’Università estiva a cui ho partecipato a settembre (2025) nel campeggio di Marina di Cecina.
La generosità e l’umiltà dimostrata dagli organizzatori e dai relatori ci ha fatto sentire a casa e partecipi di un gruppo che non si merita altro che di allargarsi, tanto quanto l’umanità si merita di riconoscere sé stessa.
Articolo tratto dal Granello di Sabbia n. 55 di Ottobre – Novembre 2025: “Europa chiusa, piazze aperte”

