La bufala diffusa

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All’attenzione del Segretariato Generale del BIE International Exhibitions Bureau

No expo 2015

Gentile Vicente Gonzalez Loscertales, desideriamo invitarLa a prestare la massima prudenza quando esaminerà entro la fine di aprile il dossier di registrazione dei Nuovi Giardini Pensili di Babilonia del Rinascimento Ambrosiano per l’Expo 2015. Occhio, perché si tratterà di un’autentica “bufala diffusa”; se non fosse che molti cittadini di questo territorio, presagendo pesanti ricadute sulla loro vita, tendono a vederla talvolta senza mezzi termini come una grande iattura. Lei probabilmente sottovaluta il contesto della crisi in cui il percorso verso la bufala sta avanzando, nel quadro pittoresco tipicamente italico che i recenti eventi stanno dipingendo in modo sempre più espressivo; ancora forse non sa con chi ha a che fare: una “cricca” tutta italica che intende sfruttare il Magnifico Evento come Cosa Propria per lucrare ai danni della collettività, come da subito qualcuno (www.noexpo.it) aveva intuito senza troppi indugi.

Ci sono evidentemente molti Veli di Maya che ricoprono la nuda realtà di questa operazione. I documenti e i media tradizionali – con lo strapotere irrisolto della televisione unica italiana – in molti casi ci sembrano contribuire a questa mistificazione strutturale che fa gli interessi delle “elites finanziarie” – se possiamo chiamare così la nostra “cricca”. Non tutto però può essere taciuto. Così abbiamo da un lato le Promesse dell’Opportunità per il Sistema Paese, gli opuscoletti per i bimbi nelle scuole, la Generazione Expo, “Io Expo, e tu?”, io cosa?, la Svolta Verde, gli schizzi dei Giardini Pensili con i metri quadri “uguali per tutti”, con le zone “temperate, calda e fredda, quelle tropicali, secca, umida e asciutta” per le Sfide del Futuro e per la Fame nel Mondo; abbiamo gli uomini della Provvidenza, i supereroi con i “superpoteri” che vengono nominati, le “procedure snelle” e le “protezioni”. Ma dietro il velo di queste suggestioni poetiche, il supercommissario basettoni rivela il suo volto poco divertente: l’accentramento del potere in una singola persona, i poteri di deroga variante in mano, le opere pubbliche direttamente sui propri terreni o per pochi amici che azzerano articoli di testi normativi; i Piani di Governo del Territorio neutralizzanti che cancellano tutti i vincoli; la parola “emergenza” e la parola “opportunità” usate come interscambiabili in una logica dove shock-economy ed economia dell’immagine si sovrappongono senza soluzione di continuità. La solita, antica e italica tradizione di aggressione alla democrazia. Riuscirà il costruttore tal dei tali ad avere i soldi della tal banca? Riuscirà la cricca a tagliare le spese sociali per convogliarle nei propri affari? Questa è la nudità del nostro corpo sociale, una verità di fronte alla quale si sa che la democrazia è qualcosa di scomodo da “semplificare” perché complica la vita, sostituendola magari con una elegante corsa verso i Giardini Pensili del 2015.

La realtà dietro il velo è quella descritta anche mercoledì 17 febbraio dal Sole 24 Ore – quotidiano nazionale non dei contestatori, ma dei signori – “Il grande ingorgo di Milano. Le scelte strategiche non decollano: la città riscopre l’ombra di Tangentopoli e il nodo integrazione”. Poi: “Expo al palo e incertezza sui metro, lo scontro sul piano urbanistico”. “Milano è un grande ingorgo dove le decisioni procedono con lentezza”. Il 2015 sembra almeno portare iella: si è parlato della Discesa del Deus Bertolaso, ma è finito indagato. Pennisi, assessore all’urbanistica del Comune, è stato beccato con una piccola tangente facendo “tremare Palazzo Marino” mentre le convocazioni per il PGT fanno il vuoto in aula in Consiglio. C’è poi “la partita dei derivati: il Gup decide intorno al rinvio a giudizio di 4 banche e di 13 imputati, tra cui l’ex city manager del Comune di Milano, Giorgio Porta”. A pagina 4, l’Expo viene definita “una macchina ingolfata”; si osserva che per l’approvazione del bilancio del Comune “mancano all’appello i dividendi di Atm e A2A [dopo le privatizzazioni n.d.r.]”, mentre sono calati i trasferimenti statali. In breve, ricordiamo che si taglia, si condona, si svendono pezzi di patrimonio del demanio, si intensificano perfino le multe, ed in questo quadro – proprio in questo quadro – si racconta la favola dei miliardi dei Giardini Pensili. Anche se “mancano 3-4 miliardi all’appello per i progetti” – scrivono. Ma si discute anche di una specie di maxi-tunnel sotterraneo da parte a parte: un’opera notoriamente irrealizzabile a detta dei tecnici: tanto per confondere le acque e le strade? Ma le cronache fanno ritrovare la via: “La combriccola della Protezione civile guardava lontano. All’Expo 2015 di Milano, il grande affare dei prossimi anni”. E nelle intercettazioni telefoniche ascoltiamo il “processo partecipativo” verso gli appalti del Grande Evento: “Riceve… Ti dà tutte le indicazioni e cerca di… insomma… fare”. La famosa “politica del fare”. Allora ha ragione Ezio Mauro, quando scrive su Repubblica che “La Grande Deroga” è già “un cambio materiale della Costituzione, in atto”. O forse ha ragione MilanoX, il nuovo settimanale dei centri sociali di Milano, quando scrive: “Il PGT invece del Piano di Governo del Territorio sembra sempre più un Piano Generale Tangenti”. Ma non c’è pericolo, assicurano Stanca e Moratti: “Proteggeremo Expo”. La famosa “protezione”: un giorno ci chiariranno perché usano lo stesso linguaggio delle cosche mafiose? Intanto a Trezzano sul Naviglio finiscono arrestati l’ex sindaco Tiziano Butturini e il consigliere Michele Iannuzzi, politici del Pd e del Pdl, il primo attuale presidente del cda di Tasm e Amiacque, società titolare dell’erogazione del servizo idrico, il secondo attualmente componente della commissione edilizia di Tasm; mentre quattro ordinanze di custodia cautelare in carcere per corruzione vengono eseguite dalla Dia nell’ambito di un’operazione riguardante il Parco Agricolo Sud di Milano in seguito ai sequestri già del novembre 2009 di beni immobili e quote societarie a carico di affiliati al clan della ’ndrangheta Barbaro-Papalia. Gli investigatori parlano di “un sistema consolidato di pagamenti illeciti, funzionali all’ottenimento da parte del gruppo Kreiamo di favori, autorizzazioni, approvazioni, concessioni nonché incarichi di consulenza da pubblici funzionari”.

La realtà della bufala emerge all’orizzonte delle decine di arresti di lunedì 22 febbraio, emerge mentre andiamo verso lo sciopero degli stranieri del 1° marzo, emerge mentre affrontiamo la precarietà, la carenza di servizi, la congestione, l’inquinamento, lo sprawling urbano insensato, il disagio abitativo, emerge davanti ai presidi e sotto i tetti occupati dagli operai delle numerose imprese in crisi dell’area lombarda (INNSE, Ercole Marelli, Lares, Esab, Metalli Preziosi, Mangiarotti Nuclear, Novaceta, Pigna, Yamaha di Lesmo, Metallurgica Rossi, Munters Mcs, Caterpillar). Con la “scusa” di una ristrutturazione economica in atto da accettare come “verità di fatto”, si dimentica il vecchio tessuto produttivo e si lucra sulla ristrutturazione del territorio dalla vecchia figura di metropoli industriale a quella nuova di metropoli-nodo-città-mondiale del terziario avanzato, la città “attrattiva”, la città “immagine” della “valorizzazione” finanziaria, la città del “turismo”, la città evento addomestica dalle leggi speciali e dalla repressione, inventando una bufala dietro l’altra di cui l’Expo 2015 è solo la partita più avvelenata. Ma se io voglio semplicemente abitarla, questa città? Se voglio lavorarci, studiarci, se voglio godere dei suoi servizi, se voglio viverci, cosa devo fare? Devo rassegnarmi a vivere dentro un’immagine costruita per la rendita immobiliare o per la visibilità degli sponsor dei grandi eventi? Il fatto che il business spinga in una certa direzione non significa che quella direzione sia auspicabile: se fosse conveniente farmi inalare diossina qualcuno finirebbe per farmela inalare! Ma voglio inalare diossina?? Ce ne sarebbe di che discuterne, se lo sviluppo urbano fosse ad esempio materia di discussione civica. Ma questo non può accadere dentro l’operazione gestita da Expo S.p.a. di Lucio Stanca o magari da una proprietà volatile in mano a una “cricca”.

Perché ci sarebbe senz’altro da discutere sull’opportunità degli eventi che dirottano flussi di denaro pubblico nello show business tagliando la spesa sociale. Ci sarebbe da discutere di fronte alle candidature di Venezia 2020 per l’assalto edilizio al Quadrante di Tessera e ci sarebbe da spaventarsi dopo l’impatto dei Giochi Olimpici di Torino 2006 sui buchi terribili del suo bilancio comunale (http://nolimpiadi.8m.com.html). Ci sarebbe da interrogarsi perfino sulle critiche dell’Olympic Resistance Network di Vancouver sulle cifre di visitatori che subiscono regolarmente crolli mentre i costi in corso d’opera regolarmente lievitano, sulle riconversioni di strutture in appartamenti di lusso e sull’aumento degli affitti, o sulle denunce dei movimenti sociali a Cape Town nel Sudafrica dei Mondiali dove si parla di “deportazione dei poveri” e di distruzione ambientale, di scuole rase al suolo per farne stadi, perché “se uno Stato sposta soldi dal settore sociale alla costruzione di stadi c’è qualcosa che non va” (Filippo Mondini su Carta n.4 2010).

Ma questa legittima discussione, gentile Loscertales, impallidisce al cospetto della Bufala Diffusa, diffusa sì ma sui mezzi di informazione, sui masterplans e sui pizzini in egual misura da quella che le cronache stanno dipingendo come la “cricca” dell’Expo 2015 milanese. Non è possibile neppure fare una seria valutazione dei contenuti di un evento sbagliato quando i contenitori hanno la credibilità di 13 sedute di Consiglio su 24 dedicate al PGT di Milano in cui la maggioranza stessa fa cadere il numero legale. Non si può discutere mentre i Comuni dell’hinterland fanno a gara per inserire nei loro PGT aree di trasformazione con la scusa di essere “interessati all’Expo” così in senso Diffuso. Non si può discutere tra i pizzini. E forse soltanto un Expo Geneticamente Modificata come Milano 2015 può pretendere di ospitare la diffusione delle sementi OGM in nome del nutrimento del mondo con la stessa sfacciataggine con cui Le invieranno, a breve, un pacco contenente gli ultimi prodigiosi prospetti della Bufala Diffusa 2015.

Comitato No Expo, Milano, febbraio 2010www.noexpo.it
[info@noexpo.it]

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