Crisi ecologica: la prospettiva dell’ecofemminismo decoloniale

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Secondo corso

Crisi ecoclimatica: visioni di alternativa, esperienze concrete

 

Seconda lezione

Crisi ecologica: la prospettiva dell’ecofemminismo decoloniale

Francesca Casafina

7 ottobre 2025

 

Qui la videoregistrazione della lezione:

Bibliografia utile

Rachel Carson, Primavera Silenziosa (Feltrinelli, 2016)

È raro che un libro riesca a modificare il corso della storia, eppure questo saggio è riuscito a farlo. “Il libro di Rachel Carson, pietra miliare dell’ambientalismo, è la prova innegabile di quanto il potere di un’idea possa essere di gran lunga più forte del potere dei politici”: così scrive nella sua Introduzione Al Gore, vicepresidente degli Stati Uniti nell’amministrazione Clinton. Carson previde con forte anticipo sui tempi gli effetti delle tecniche impiegate in agricoltura, dell’uso degli insetticidi chimici, e di sostanze velenose, inquinanti, cancerogene o letali, sull’uomo e sulla natura. Dopo la pubblicazione dell’opera nel 1962, il DDT è stato vietato e si sono presi una serie di provvedimenti legislativi in materia di tutela ambientale. L’appassionato impegno, lo scrupoloso rispetto della verità e il coraggio personale della sua autrice sono serviti da modello nella lotta per la difesa dell’ambiente in tutto il mondo, e lei stessa può essere considerata madre del movimento ambientalista. Primavera silenziosa, che è ormai un classico e conserva tuttora una grandissima attualità, dimostra che esistono varie alternative all’irresponsabile e impudente avvelenamento del pianeta da parte delle industrie chimiche, e che il lavoro congiunto di entomologi, patologi, genetisti, fisiologi, biochimici ed ecologi suggerisce soluzioni biologiche, basate sulla conoscenza degli organismi viventi. Per evitare che la primavera scompaia dalla faccia della Terra.

Carolyn Merchant, La morte della natura. Donne, ecologia e rivoluzione scientifica (Editrice Bibliografica, 2022)

Pubblicato per la prima volta nel 1980, La morte della natura è oggi considerato un classico della storia della scienza moderna, del femminismo e della storia ambientale. Con questo testo capitale dell’eco-femminismo, Carolyn Merchant ha fatto discutere diverse generazioni di storici, attivisti e filosofi. L’autrice ha saputo cambiare la prospettiva sulla rivoluzione scientifica mostrando il lato oscuro dell’utopia tecno-scientifica moderna e illuminando l’inizio di un percorso che oggi sappiamo condurre all’antropocene, l’epoca in cui si fanno i conti dei costi, tra le altre cose, di quella rivoluzione. I problemi della storicità dei concetti della natura, del rapporto tra la storia delle donne e la storia dello sfruttamento della natura, del modello baconiano tipico della prima età moderna, così come la presa di posizione a favore di un’etica della partnership tra umani e natura, sono qui intrecciati in un perfetto equilibrio tra la conoscenza puntuale delle fonti – sia canoniche come Bacon, Galileo, Newton, sia eccentriche come Anne Conway – e una struttura critica che rispecchiava il fermento dei movimenti femministi e ambientalisti degli anni Settanta del Novecento. Corredano questa nuova edizione la traduzione delle due prefazioni del 1990 e del 2020 e un’introduzione che inquadra la complessa ricezione del libro e ne traccia alcune potenziali linee di lettura attuali.

Giorgia Serughetti, Laura Fano, Utopie della cura. La politica trasformativa delle pratiche di comunità (Castelvecchi, 2024)

Le utopie, più che ‘non luoghi’, possono essere realtà non ancora realizzate. La cura, di sé e degli altri, è una pratica propria dell’homo curans. Una pratica che il neoliberismo ha oscurato ma non cancellato e che il femminismo fa vivere in modo particolare. Scrivono le autrici: «Di cura abbiamo avuto bisogno per entrare nel mondo, ma di cura abbiamo bisogno per tutta la durata della nostra vita». Per riconoscere il valore di questo assunto servono pratiche alternative da sperimentare qui e ora. Tre sono oggetto del libro: Lucha y Siesta a Roma e Casa Tina a Bogotá, Colombia, centri per vittime di violenza, e Ri-Make, spazio mutualistico autogestito a Milano. Luoghi reali dove, attraverso la partecipazione egalitaria e solidale, donne e uomini hanno trovato la propria voce e la propria narrazione. Per comprendere l’urgenza di curare la democrazia affinché la democrazia, a sua volta, abbia cura di noi.

Bruna Bianchi, Francesca Casafina (a cura di), Oltre i confini. Ecologia e pacifismo nella riflessione e nell’attivismo femminista (Biblion, 2021)

Che rapporto c’è tra femminismo, ecologia e pace? «Se prendiamo seriamente il femminismo», hanno scritto Karen Warren e Duane Cady, «le discussioni filosofiche sulla pace devono essere aggiornate, estese e ripensate». Questa ricca antologia offre uno spaccato inedito sulla filosofia ecofemminista, i movimenti pacifisti e i rapporti fra ecologia e pace da una prospettiva di genere. I saggi raccolti nel libro ripercorrono le complesse genealogie del pensiero ecofemminista, la sua nascita come corrente filosofica e il suo costituirsi come movimento grazie alle proteste antinucleari degli anni Ottanta; per arrivare fino alle odierne prese di posizione contro i cambiamenti climatici e la devastazione planetaria. Oltre i confini offre così un mosaico di esperienze e di letture confluite nell’ecofemminismo, una filosofia e una prassi che racchiudono tante voci diverse, vive e interroganti ancora oggi per molte realtà e movimenti.

 

Greta Gaard, Ecofeminism Revisisted: Rejecting Essentialism and Re-Placing Species in a Material Feminist Environmentalism (2011)

https://www.researchgate.net/publication/236745078_Ecofeminism_Revisited_Rejecting_Essentialism_and_Re-Placing_Species_in_a_Material_Feminist_Environmentalism

Greta Gaard, Verso una ecopedagogia della letteratura ambientale per l’infanzia (2008)

https://www.unive.it/pag/fileadmin/user_upload/dipartimenti/DSLCC/documenti/DEP/numeri/n44/08_Gaard.pdf

 

Giovanna De Chiro, Care not growth: Imagining a subsistence economy for all (2019)

 

Sherilyn MacGregor, Only Resist: Feminist Ecological Citizenship and the Post-politics of Climate Change (2014)

 

Diana Ojeda, Padini Nirmal, Dianne Rocheleau, Jody Emel, Feminist Ecologies (2022)

 

Rivista DEP (Deportati, Esuli, Profughe) n. 20, Ecofemminismo, Ecofeminism (2012)

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