Una finanza al servizio della comunità

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(Foto di Mag 4 Piemonte)

di Mag4 Piemonte

 

La circolazione virtuosa del denaro

Da oltre quarant’anni, le Mutua Auto Gestione (Mag) sfidano quelle che sembrano le regole intoccabili del credito: in primis, quella di finanziare solo chi ha già denari.

Raccolgono risparmi di migliaia di persone singole e di realtà collettive del proprio territorio, investendo il denaro raccolto in attività mirate, sociali, coerenti con i principi ideali a cui si ispirano.

Rappresentano un esempio concreto, alternativo al modello di finanza attuale, legato a principi solidali e mutualistici.

Sono realtà indipendenti che non ricorrono ad alcun tipo di finanziamento o aiuto pubblico.

Scelta né facile né favorita dai legislatori, che in quasi quarant’anni hanno progressivamente cercato — spesso riuscendovi — di restringere gli spazi di autogestione, in questo caso finanziaria. La costante riduzione degli spazi di organizzazione dal basso e della capacità di iniziativa autonoma sembra costituire il tratto distintivo di tutte le direzioni politiche che si sono alternate negli anni.

Nonostante la loro veneranda età, le Mag sono ancora una sorta di Ufo, un universo piuttosto misterioso.

La loro nascita si colloca all’interno della vasta galassia dell’economia solidale. L’immagine più calzante è quella di una rete di iniziative variegate che, dagli inizi degli anni Duemila, ha perso parte dello slancio iniziale, faticando a riposizionarsi nel nuovo attivismo. Soprattutto, queste esperienze sono state messe in difficoltà dalla forza comunicativa dell’economia e della finanza speculativa, che troppo spesso utilizza gli stessi termini, rendendo più difficile distinguere l’autenticità dallo sfruttamento del tema etico

Le Mutua Auto Gestione attualmente attive in Italia sono otto; pur presentando caratteristiche tra loro leggermente differenti, si collocano tutte nell’ambito della finanza etica.

 

Mag4 Piemonte

La Mag4 Piemonte è una cooperativa che si occupa di finanza etica dal 1987.

Nata sulla scorta delle casse rurali e del Movimento dell’obiezione di coscienza, si fonda su un meccanismo di mutualismo e reciprocità, di Mutua Auto Gestione, rivolto però principalmente alle realtà collettive. Dalla raccolta di capitale sociale tra i soci nasce la possibilità di finanziare i progetti delle realtà collettive socie, favorendo la circolazione virtuosa del denaro, nonché la sostenibilità del denaro e del prestito.

In linea con uno degli slogan storici: il denaro come se la gente contasse qualcosa.

Chiunque è il benvenuto all’interno di una base sociale che conta attualmente un migliaio di soci, tra realtà collettive e persone fisiche.

I soci finanziatori sono persone comuni che vivono nel Nord-Ovest, area in cui operano anche le realtà finanziate, con l’obiettivo di favorire una migliore conoscenza reciproca e valorizzare l’utilizzo delle risorse proprie del territorio. Il tutto, portato avanti in maniera autogestita, con chiunque abbia voglia di partecipare e conoscere i meccanismi, a volte complessi, della gestione di una realtà che si occupa di denaro e che lo deve fare a norma di legge.

 

Diamo credito a chi non ne ha

L’obiettivo di base è la creazione di un circuito del denaro alternativo a quello bancario e realmente a chilometro zero.

Un circuito in cui il denaro di un territorio continui a generare legami sociali nello stesso contesto. Un sistema in cui anche chi non dispone di beni o garanzie reali da offrire possa essere finanziato, in quanto promotore di un progetto sostenibile, realizzato collettivamente attraverso cooperative, associazioni o imprese sociali. Allo stesso modo, è possibile ricevere consulenze specifiche per il terzo settore, capaci di fornire strumenti concreti e realmente utilizzabili per una buona gestione, di tipo orizzontale e condiviso.

Conoscere bene le realtà finanziate, condividerne i principi fondanti, rende superfluo definirsi green o social: la vera finanza etica lo è per definizione.

Certo, costruire relazioni tra soci basate sulla fiducia, porre al centro dell’attenzione non il profitto in quanto tale, ma ciascun essere umano con il proprio e unico “patrimonio” di progettualità, sogni, vocazioni, richiede anche tempo e fatica. Due beni preziosi. Come richiede tempo praticare e promuovere la sinergia, stimolare la partecipazione e la coscienza critica sul tema del denaro, della finanza e dei loro allegati. Rispondere alle richieste con comprensione ed empatia, chiedere conto delle difficoltà in cui versano le realtà finanziate. E pazienza, tanta, da ambo le parti.

Questo però distingue da sempre l’operato di Mag4. Non lo sfruttamento dell’aggettivo etico, sempre più spesso utilizzato solo sul piano comunicativo, senza un reale impegno sottostante.

 

La sfida attuale

Anche la Mag4 sta attraversando, con fatica, la complessità dell’attuale scenario sociale, politico ed economico, trovandosi di fronte alla necessità di un ricambio generazionale, nonostante la vivacità del territorio torinese, e a una lieve riduzione del numero dei soci attivi.

Al contempo, restando più che mai convinta di quanto sia fondamentale diffondere i valori alla base della finanza etica, a maggior ragione in questo periodo storico.

In questa direzione si muove, organizzando incontri aperti a tutti sui temi dell’autogestione, della partecipazione, della consapevolezza delle conseguenze delle proprie azioni quotidiane e della non violenza.

Ritenendo fondamentale comprendere la differenza tra chi, con il denaro dei propri soci, finanzia l’economia reale — dalle piccole associazioni sportive di quartiere alla bottega di vicinato, fino al forno di quartiere — e chi invece sottrae risorse ai territori. Tra chi davvero tutela l’ambiente, e chi si dà una pennellata di green mentre contemporaneamente finanzia combustibili fossili, fracking, grandi opere dannose.

Sono numerose le realtà che stanno affrontando molte difficoltà a sopravvivere. Ma, come già diceva Euclide Mance, è necessario recuperare il valore delle reti, e in questa direzione ci si sta muovendo, magari faticosamente e silenziosamente.

Per procedere insieme sulla strada già esistente, e troppo poco battuta, dell’alternativa finanziaria.

Unendo le forze e la creatività.

Simulazione del finanziamento di progetti sociali sul territorio condotta con i ragazzi e le ragazze del Liceo Scientifico A. Einstein di Torino. (Foto di Mag 4 Piemonte)

 

Articolo tratto dal Granello di Sabbia n. 57 di Giugno – Luglio 2026: “Giovani e territori in movimento

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